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Il presidente del consiglio, Matteo Renzi, cerca di riguadagnare fiducia dopo il caso Tempa Rossa che ha portato gli altri partiti a chiedere la sfiducia, in seguito alle dimissioni di Federica Guidi.

Allora lui ci prova lanciando una proposta sulle pensioni, che rappresentano sempre il tema caldo dell’Italia, ipotizzando l’aggiunta di 80 euro sulle minime e, in più, promette di rivalutare l’uscita dal lavoro, che era stata ritardata con la legge Fornero.

 

Il Primo Ministro si occupa di diversi temi, ma quello in risalto è legato alle pensioni e, in particolare, all’ipotesi di 80 euro da aggiungere allo stipendio pensionistico di coloro che guadagnano cifre inferiori a 580 euro. Mentre, ribadisce, che è stata aggiunta la stessa cifra a chi prendeva meno di 1.500 e alle forze dell’ordine, ora bisogna concentrarsi su chi ha più bisogno di contributi, e quindi sulla classe media.

 

Certo è che c’è da dire che 80 euro in più non fanno la differenza per chi percepisce uno stipendio di 500 euro o addirittura inferiore e ci hanno pensato alcuni, come la segretaria generale Cisl, a farglielo notare. Oltretutto, si tratta ancora di ipotesi, quindi non è neanche del tutto detto che questa diventi realtà, contando che il numero dei cittadini coinvolti è fin troppo elevato.

 

Ma Renzi affronta anche un argomento che sta decisamente più a cuore agli italiani e, cioè, la riforma Fornero. Le proposte sono ancora vaghe e tutto ciò che promette è di valutare un intervento sulla flessibilità in uscita, ma, ancora, nulla di certo e sembrano le classiche parole buttate al vento.

 

Sulle pensioni è intervenuto anche l’ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano, il quale ha detto che Renzi ha annunciato, tramite Facebook, una serie di provvedimenti in merito alle pensioni, una scelta importante perché, da anni, è una battaglia che non è ancora stata combattuta.

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