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La proposta di sfiducia al governo Renzi è partita dal vicepresidente M5S, Luigi di Maio, seguito, poi, da Lega Nord e Forza Italia, anche se con qualche disaccordo. Il Primo Ministro viene attaccato a causa del caso Tempa Rossa e delle dimissioni di Federica Guidi, ma egli rimane fermo sulle sue posizioni. Anche Maria Elena Boschi viene accusata e il Movimento 5 Stelle le va contro, chiedendo le sue dimissioni.

Il caso Tempa Rossa e l’intercettazione della Guidi, ora dimessa dal partito, hanno scatenato una vera e propria battaglia al Governo e Matteo Renzi viene messo alle strette.

 

Il leader PD conferma la sua decisione riguardo il progetto, affermando che potrà servire a portare nuovi occupati nel territorio e che le dimissioni di Guidi sono state più che giuste, avendo, semplicemente, provveduto a rimediare a un errore fatto da lei stessa. La Boschi lo appoggia, dichiarando che rifirmerebbe la mozione in qualunque momento.

 

Lo stesso Matteo Renzi ha detto che il suo governo è diverso da quelli del passato e che la musica è cambiata perché chi sbaglia va a casa.

 

Di Maio, allora, approfitta dell’accaduto per dichiarare sfiducia nei confronti dell’attuale Governo. Lo fa postando un articolo sul blog del partito, mentre Beppe Grillo insiste sulle dimissioni di Boschi, che era già stata precedentemente coinvolta nel caso sulle banche.

 

Ovviamente, reazione immediata da parte del PD, mentre La Lega tenta di avviare un accordo di sfiducia con M5S, trovando solo porte chiuse e una dichiarazione di Roberto Fico su Facebook, che afferma che la scrittura del testo riguarderà esclusivamente il loro partito.

 

Forza Italia appoggia la sfiducia: presto potrà essere presa una decisione rilevante che potrebbe causare il crollo definitivo di questo Governo.

 

Siamo in una situazione particolare per il governo dell’ex sindaco di Firenze, momenti di tensione si avvicinano.

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