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Il Presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, in una conferenza stampa tenuta a Malta, ha suggerito che il programma da mille miliardi di euro di acquisto di obbligazioni della zona euro dovrà essere "riesaminato a dicembre", dato che l'inflazione rimane ostinatamente bassa

Il presidente BCE ha detto che la forza e la persistenza dei fattori che rallentano l'inflazione richiedono "un'analisi approfondita" e ha ribadito l'impegno della banca centrale di utilizzare tutte le misure a sua disposizione per far fronte alla crescita fiacca vista nella zona euro.

 

Fino ad ora sembra che i piani di acquisto di asset stanno procedendo senza intoppi e continuano ad avere un impatto favorevole sull’Europa.

 

Le preoccupazioni sono legate in maniera particolare alla forza delle economie emergenti (menzionando in particolare la Cina come il maggior vento contrario alla stabilità della zona euro) e alla volatilità dei prezzi delle commodity.

 

Ora tutti gli occhi sono puntati al 3 dicembre, giorno in cui è prevista la prossima riunione della BCE e giornata in cui saranno rilasciate le previsioni di inflazione per il 2016 e il 2017. Se la previsione 2017 dovesse essere rivista al ribasso a circa l'1,5 per cento, potremmo probabilmente vedere un ulteriore allentamento della politica monetaria.

 

Le opzioni a disposizione di Mario Draghi includono l'estensione della durata del QE oltre il mese di settembre 2016 o l’aumento del massimale di acquisto di asset, che è già molto elevato, oltre i 60 miliardi di euro. L'estensione del QE è la più probabile delle due opzioni.

 

Dopo la conferenza stampa del romano, l'euro è sceso contro le altre valute, arrivando contro il dollaro ad un valore di 1.11 (in calo del 1,3% circa).

 

Tra le altre informazioni emerse ieri, il Consiglio direttivo ha mantenuto il tasso di rifinanziamento principale allo 0,05 per cento e il tasso sui depositi overnight al -0,2 per cento, il che significa che le banche devono pagare per lasciare i loro depositi presso la BCE. Il tasso di rifinanziamento marginale è rimasto allo 0,3%.

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